Linee guida sui contenuti
Versione 1.3, in vigore dal 10 ottobre 2026
In breve
- La lavagna è il posto in cui si lascia qualcosa per una persona che non c'è più: un ricordo, un grazie, un saluto. Scrivi come scriveresti sul libro delle firme, sapendo che lo leggerà la sua famiglia.
- Parla di lei e di te. Non rivelare fatti privati di altre persone viventi: la salute, la fede, le vicende giudiziarie di qualcuno non sono tue da raccontare.
- Niente offese alla memoria, niente conti in sospeso, niente liti di famiglia: per quelle cose la lavagna non è il luogo.
- Niente pubblicità, niente collegamenti a siti, niente numeri di telefono.
- Prima che un contributo compaia lo legge, di norma, la famiglia. Può scegliere di non pubblicarlo.
- Se qualcosa sulla lavagna ti ferisce o non è giusto, puoi segnalarlo: lo esamina una persona di RediVivo, indipendentemente dalla famiglia.
1. Perché esistono queste linee guida
Chi apre un memoriale è spesso davanti a una tomba. Chi lo custodisce ha perso qualcuno. Queste regole servono a una cosa sola: fare in modo che la lavagna resti un luogo in cui ci si sente al sicuro, chi scrive e chi legge.
Valgono per tutti: per chi lascia un contributo, per il referente e i custodi che curano la pagina, e anche per noi quando dobbiamo decidere su una segnalazione. Fanno parte delle condizioni d'uso.
2. Che cosa è benvenuto
- Un ricordo preciso. Un episodio, una frase che diceva sempre, il modo in cui rideva. Sono le cose che la famiglia spesso non sa e che le fanno più bene.
- Un pensiero semplice. Anche due righe. Anche solo «ti penso».
- Una fotografia che la ritrae, o che racconta un momento passato insieme.
- Un disegno, anche quello di un bambino, affisso da un adulto.
- Un lume, quando le parole non vengono.
- Un grazie, alla persona o a chi le è stato vicino.
Puoi firmare con il tuo nome o come preferisci: «Marta», «un compagno di scuola», «la vicina del terzo piano». Dire chi eri per quella persona aiuta la famiglia a riconoscerti.
Puoi scrivere con la tua fede o senza: preghiere, benedizioni e saluti laici sono accolti allo stesso modo.
3. Che cosa non pubblichiamo
Offese alla memoria
Non pubblichiamo insulti, derisioni, accuse o insinuazioni contro la persona ricordata, e nemmeno immagini che ne offendano la dignità. Vale anche per le battute che in vita le avresti fatto a tavola: scritte qui, lette da chi è in lutto, suonano diversamente. Offendere la memoria di una persona defunta può anche essere un reato, per il quale i suoi familiari possono rivolgersi al giudice.
Offese, minacce e odio verso chiunque
Niente insulti, minacce, espressioni di disprezzo verso persone o gruppi, per nessuna ragione.
Fatti privati di altre persone viventi
È la regola a cui teniamo di più, perché è la più facile da violare senza accorgersene. Raccontando una vita si finisce per parlare di chi l'ha condivisa. Va bene nominare le persone e ricordare ciò che avete vissuto insieme. Non va bene rivelare di una persona vivente:
- la salute: malattie, dipendenze, disabilità, fragilità psichiche («da quando suo figlio si è ammalato…»);
- la fede o le convinzioni religiose, politiche, sindacali;
- la vita sentimentale e sessuale;
- le vicende giudiziarie: denunce, processi, condanne;
- i recapiti: indirizzo di casa, telefono, email.
Di te puoi raccontare ciò che vuoi: sei tu a scegliere di renderlo pubblico. Degli altri no.
Notizie delicate sulla persona ricordata
La malattia, le circostanze della morte e altri fatti intimi della persona ricordata appartengono alla sua famiglia. Se la famiglia ha scelto di parlarne nella pagina puoi riprenderli con delicatezza; se non l'ha fatto, non essere tu a rivelarli.
Fotografie di altre persone
- Carica solo fotografie tue o che hai il permesso di usare.
- Se nella foto ci sono altre persone viventi riconoscibili, assicurati che siano d'accordo. Una foto di gruppo di quarant'anni fa di solito non crea problemi; una foto privata di qualcuno che oggi non vorrebbe vederla in pubblico sì.
- Minori riconoscibili: non pubblichiamo fotografie di bambini e ragazzi viventi riconoscibili, a meno che a caricarle sia un loro genitore.
- Niente immagini della persona in ospedale, sofferente o dopo la morte, a meno che non sia la famiglia a volerle.
Prima di salvare ogni fotografia eliminiamo i dati nascosti nel file, come la data e il luogo dello scatto.
Cose false o diffamatorie
Non attribuire a nessuno, né alla persona ricordata né ad altri, fatti che non sono veri o che ne danneggiano la reputazione.
Liti di famiglia e conti in sospeso
Eredità, torti, rancori, chi c'era e chi non c'era: sono cose che esistono in molte famiglie, ma la lavagna non è il posto in cui regolarle. Non pubblichiamo contributi scritti per colpire un familiare o per prendere posizione in una lite. Se hai un problema con il memoriale in sé, c'è un modo riservato per dircelo (sezione 7).
Pubblicità, raccolte di denaro, collegamenti
Niente pubblicità, offerte di servizi, propaganda, catene, raccolte di denaro, e nessun collegamento a siti. Il sistema non accetta i testi che contengono indirizzi web: te lo dice subito, così puoi toglierli.
Fuori tema
Un contributo deve riguardare la persona a cui il memoriale è dedicato.
Contenuti di altri
Non copiare testi, canzoni, poesie o immagini altrui spacciandoli per tuoi. Citare qualche verso indicandone l'autore va bene.
Farsi passare per qualcun altro
Firma come vuoi, ma non usare il nome di un'altra persona per attribuirle parole che non ha detto.
4. Se hai meno di 14 anni
RediVivo non è pensato per essere usato da soli dai più giovani. Se hai meno di 14 anni e vuoi lasciare un disegno o un pensiero per il nonno, la nonna o chiunque ti manchi, fallo insieme a un adulto: sarà lui o lei ad affiggerlo per te.
5. Come funziona la moderazione, e chi decide
Primo: un filtro automatico molto semplice
Quando invii un contributo, un filtro automatico lo legge. Fa solo due cose:
- non accetta i testi che contengono indirizzi di siti o collegamenti, e te lo dice subito;
- trattiene in attesa, perché li legga una persona, i testi che contengono parole offensive, recapiti (numeri di telefono, email) o che sono scritti interamente in maiuscolo. Questo vale anche sui memoriali che hanno scelto la pubblicazione immediata.
Il filtro confronta il testo con un elenco di parole e di forme ricorrenti: non «capisce» ciò che scrivi e può sbagliare, in un senso o nell'altro. Per questo non prende mai decisioni definitive: non respinge e non rimuove nulla. Che cosa viene pubblicato lo decide sempre una persona.
Secondo: la famiglia
Per impostazione predefinita nulla compare sulla lavagna senza l'approvazione del referente o di un custode. È la famiglia a leggere per prima, e può pubblicare oppure no. Può anche nascondere in seguito un contributo già pubblicato.
La famiglia può scegliere, se lo preferisce, la pubblicazione immediata: in quel caso i contributi compaiono subito (tranne quelli trattenuti dal filtro) e la famiglia interviene dopo. Il modulo di scrittura ti dice sempre quale delle due regole vale per il memoriale su cui stai scrivendo.
La famiglia decide liberamente: può non pubblicare un contributo anche se rispetta tutte queste regole. È la pagina di una persona cara.
Terzo: lo staff di RediVivo
Il nostro staff non legge in anticipo tutto ciò che viene scritto. Interviene quando arriva una segnalazione, o quando viene comunque a sapere di un contenuto che non dovrebbe esserci. Decide in modo indipendente dalla famiglia: può rimuovere un contributo che il referente aveva approvato, se è illecito o contrario a queste linee guida. Ogni decisione dello staff è presa da una persona.
6. Che cosa succede se un contributo non viene pubblicato o viene rimosso
Se la famiglia sceglie di non pubblicarlo. Se hai lasciato l'email ti avvisiamo, con il motivo che la famiglia ha indicato scegliendolo da un breve elenco. Non è tenuta a dare altre spiegazioni. Il contributo viene cancellato dai nostri archivi entro 30 giorni dalla decisione.
Se la famiglia lo toglie dalla lavagna dopo averlo pubblicato. Può tenerlo per sé, senza più mostrarlo, oppure eliminarlo. In questo caso non parte un avviso. Dal tuo collegamento di gestione puoi vedere in ogni momento se il contributo è sulla lavagna, e ritirarlo; se la famiglia lo ha eliminato, il collegamento non è più valido.
Se nessuno decide. Un contributo che resta in attesa per 90 giorni viene cancellato.
Se lo rimuove RediVivo. Se hai lasciato l'email, ricevi un messaggio che ti spiega:
- che cosa è stato deciso e su quale contributo;
- i fatti su cui si basa la decisione, e se è nata da una segnalazione o da una nostra verifica;
- quale regola di queste linee guida, o quale norma di legge, riteniamo violata;
- se nella decisione ha avuto un ruolo uno strumento automatico;
- come chiedere il riesame.
Puoi chiedere il riesame entro sei mesi, scrivendo a segnalazioni@redivivo.me. Lo valuta, quando possibile, una persona diversa da quella che ha preso la prima decisione, e ti risponde di norma entro dieci giorni lavorativi. Per tutto questo tempo il contributo rimosso resta nei nostri archivi, non visibile a nessuno, così che possiamo ripristinarlo se ti diamo ragione; trascorsi i sei mesi viene cancellato.
Se non hai lasciato l'email non abbiamo modo di avvisarti. Puoi sempre scriverci per chiedere che cosa è successo al tuo contributo.
Resta sempre aperta la possibilità di rivolgerti al giudice.
Se sei tu a cambiare idea, puoi ritirare il contributo in ogni momento con il tuo collegamento personale.
7. Se qualcosa non va
- Un foglio offende, è falso, o riguarda te o qualcuno che non lo vuole: usa «Segnala» accanto al foglio. Trovi tutti i dettagli in Segnalazioni e contatti.
- Sei un familiare e non sei d'accordo con il memoriale o con una sua parte (il ritratto, la biografia): scrivi a privacy@redivivo.me. La procedura, pensata per non costringerti a esporti davanti agli altri, è descritta nell'informativa sulla privacy.
- C'è un pericolo immediato per qualcuno: chiama il 112. Poi, se vuoi, avvisa anche noi.
8. Per chi custodisce un memoriale: qualche consiglio
Se sei referente o custode, sei tu a leggere per primo. Non ti chiediamo di fare il giudice: ti chiediamo di leggere con attenzione, come leggeresti una lettera prima di appenderla in casa.
Prima di approvare, chiediti:
- Parla di una persona vivente in un modo che lei non vorrebbe? Se rivela una malattia, una fede, una vicenda giudiziaria o un fatto intimo di qualcuno, non pubblicarlo.
- C'è una fotografia con altre persone? Se pensi che qualcuna di loro non sarebbe d'accordo, o se ci sono bambini riconoscibili e non l'ha caricata un loro genitore, non pubblicarla.
- Offende qualcuno, o racconta qualcosa che potrebbe non essere vero?
- Contiene un recapito? Meglio di no: chi legge potrebbe usarlo male.
Nel dubbio, lascia il contributo in attesa e scrivici a segnalazioni@redivivo.me: ti aiutiamo a decidere.
Se in famiglia non siete d'accordo su che cosa pubblicare, prendetevi il tempo di parlarne. Un contributo in attesa non scade prima di 90 giorni.
Ricorda che scegliere di pubblicare un contributo comporta una responsabilità: lo spieghiamo nelle condizioni d'uso.
Versione 1.3, aggiornata il 10 ottobre 2026.